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Il linguaggio degli scrittori contemporanei italiani viene accusato, generalmente, di essere "povero".
La tesi di Luigi Matt, in quest'articolo per Treccani, è che si tratti di un linguaggio semplice - non povero - un linguaggio medio che assume caratteristiche molto differenti da scrittore a scrittore: dalla mediocrità cialtrona e rozza di Moccia, all'inutilità di Giordano, su su fino a coloro i quali Luigi Matt considera scrittori a tutti gli effetti.
In particolare, in relazione agli scrittori VERI, questo linguaggio semplice ha giustificazioni stilistiche precise e offre - secondo Luigi Matt - "possibilità espressive quasi illimitate".
Perché questo post in un sito dedicato alla matematica e alla fisica? Perché la cultura è una e indivisibile e il linguaggio cambia da branca a branca ma mantiene caratteristiche di base comuni. |