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Senza parole - 07/07/2017 PDF

Condivido TUTTO di questo post di Chiara Peri che si intitola appunto "Senza parole".

Aggiungo qualche parola e tre documenti: un'articolata spiegazione da parte della stessa Chiara Peri del perché l'accoglienza dei richiedenti asilo non sia solo un dovere  morale ma anche giuridico - Chiara Peri lavora nella sezione dedicata all'accoglienza dei rifugiati del Centro Astalli ; una sintesi efficace delle cause che hanno portato alla questione africana di Turi Comito - funzionario della Regione Sicilia - e un report di Amnesty International sui costi (in termini di euro e in termini di vita) delle politiche perseguite fino al 2013 da parte della UE (la situazione attuale è peggiore; il rapporto 2016-2017 si trova a pagamento qui. Il mio sito non ha scopi di lucro e non ho alcun interesse economico a promuovere l'acquisto di alcunché).

Del secondo documento condivido tutto tranne l'allarmismo che ne trapela, riguardo alla presunta invasione (strombazzata da tutti i media) che sarebbe in atto.

Chi volesse approfondire la questione africana, può leggere il bellissimo "Ebano": raccolta di réportages del giornalista polacco Ryszard Kapuściński.

Ora, vediamo cosa dice l'articolo 13 della Dichiarazione universale dei diritti umani sottoscritta da 48 Paesi, nel 1948 quando è stata presentata all'ONU.

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Articolo 13

1.Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro iconfini di ogni Stato.
2.Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

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Che cos'è dunque questo ridicolo tentativo di distinguo dei cosiddetti migranti economici dagli altri? Non auguriamo forse ai nostri figli di trovare un Paese più accogliente del nostro, viste le condizioni sempre peggiori di vita e di lavoro dell'Italia?
E perché una madre e un padre di un altro Paese non accogliente non dovrebbero avere il diritto di volere lo stesso per il proprio figlioo per sé stessi? Chi siamo noi per decidere che altri non possono fare quello che noi possiamo fare?
Mi si risponde a mezza bocca che l'arrivo di queste persone, provenienti da paesi con costo della vita enormemente più basso del nostro, abbassa gli stipendi dei lavoratori italiani.
Questo perché queste persone sono tenute volutamente in nero, ai margini: perché fa comodo per primo a lorsignori, che magari di giorno vanno sbandierando il loro razzismo poi, nel chiuso delle loro fabbrichette o dei loro laboratori clandestini o dei loro campi agricoli, tenere lavoratori come schiavi e lucrare ignomignosamente sulla loro pelle! O, peggio, si vogliono mettere le zampette sui famosi 35 al giorno che lo Stato eroga per prendersi cura degli immigrati e che spesso finiscono in tasche più che losche. Senza che nessun servizio venga effettivamente erogato ai destinatari ultimi.
Il presidente dell'INPS ci ha detto nei giorni scorsi che abbiamo un maledetto bisogno dei contributi versati dagli stranieri. Anni fa uscì un film (che persi) che mostrava cosa accadrebbe se domani sparissero tutti i non nati in Italia (e i loro figli, stranieri anche se nati in Italia). Cercatelo, se avete dubbi.
Citando di nuovo Chiara Peri, è ovvio che la questione è delicata e richiede riflessione, organizzazione e intelligenza, per essere gestita. Ma DEVE essere gestita: non hanno senso azioni da struzzo come quella dal Comune di Roma che chiuse l'unico posto in cui i migranti venivano accolti e nutriti (il centro BAOBAB) per buttarli letteralmente in mezzo alle strade!
Tutti noi che viviamo in grandi città siamo turbati dall'incontrare ogni 10m un disperato che ci chiede le elemosina. Ma questo non vuol dire che c'è un'emergenza sociale. O che siamo invasi. Questo vuol dire "solo" che i nostri signori politici non sanno che fare (nella migliore delle ipotesi) oppure vedono nel rendere la situazione più difficile di quel che è delle opportunità sordide di guadagno: la guerra tra poveri, o comunque l'allarme sociale, ormai dovrebbero averlo capito anche i sanpietrini di Roma, sono la manna per governanti da quattro soldi quali sono i nostri. Quasi TUTTI quelli che siedono in Parlamento oggi.
E posso dire, tornando più vicina alle peculiarità di questo sito, che una delle cose che trovo più scandalose è il fatto che queste politiche di persecuzione, oggi, COSTANO di PIU', agli Stati (cioè a ciascuno do noi che paghiamo le tase), delle politiche di accoglienza! Guardate la tabella a pag 6 del rapporto di Amnesty allegato.
E non mi rispondete che le politiche di accoglienza per le persone che vengono fermate o rimpatriate sarebbero ancora maggiori. Perché la stragrande maggioranza delle persone che vogliono venire da noi, specialmente fra i famigerati migranti economici, sono i migliori delle loro comunità e porterebbero molta più ricchezza di quella necessaria a una provvisoria accoglienza!
Ovviamente l'aspetto più atroce è il costo in termini di vite umane: potete trovare un'infografica agghiacciantemente chiara a pag 20 del rapporto di Amnesty.
Il giornalista Alessandro Gilioli, riassume il tutto con la solita chiarezza ed efficacia, qui.

 
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